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di Costantino Fiori, Segretario Generale Regionale UNARMA ASC Toscana


Un articolo che non nasce per protocollo

Questo articolo non nasce per dovere o per celebrare una ricorrenza ma per riflettere sull’evoluzione del rapporto sindacale. Nasce dalla voglia di fermarsi, lungo questo percorso e per dare valore a ciò che stiamo incontrando. Si incrociano persone che lasciano il segno con un gesto o un modo di essere. Ho scelto di raccontarle, una alla volta, senza filtri o classifiche. UNARMA non vive di comunicati di facciata, ma della forza di chi sente, elabora e poi parla. Questo è uno di quei momenti.

Cominciamo dal Generale di Brigata Cinzia Gagliardi.


Costantino Fiori con il Consigliere Regionale Toscana Giuseppe Dies, alla cerimonia di giuramento degli Allievi Marescialli a Firenze.


Cosa succede dopo un incontro

Nel lavoro sindacale si impara a distinguere tra l’ascolto formale e quello che genera risultati. La differenza non sta nelle parole spese durante un incontro, ma nella qualità del lavoro che ne scaturisce.

Il Generale Gagliardi mostra come la competenza debba diventare attenzione reale: le segnalazioni che arrivano sulla sua scrivania non restano sulla carta, ma vengono approfondite per garantire che ogni questione del personale sia stata compresa nel dettaglio.

È un dettaglio che sembra piccolo. Ma non lo è.


La strada maestra

In un sistema che tende per natura a produrre distanze gerarchiche, procedurali e formali, trovare un interlocutore che sappia accorciarle è un valore che va riconosciuto.

Il confronto vero è quello in cui il sapere formale incontra la conoscenza del campo: è lì che si trova la direzione e UNARMA Toscana lo riconosce con rispetto.