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Il 27 marzo 2026, il Colonnello Fabio Cagnazzo è stato prosciolto da tutte le accuse che per sedici anni hanno pesato sulla sua carriera, sulla sua dignità e sulla sua vita. Non è una notizia qualunque. È la storia di un uomo che ha scelto il silenzio quando avrebbe potuto urlare e che nel silenzio ha continuato a essere ciò che era stato fin dal primo giorno: un Carabiniere.


“Sono nato Carabiniere”: identità oltre la divisa

«La mia vita professionale è stata penalizzata, distrutta senza se e senza ma. Io però sono nato Carabiniere. Essere Carabiniere è la mia identità, mai e poi mai avrei messo in discussione la fedeltà all’Arma e allo Stato.» 

Queste parole non sono una dichiarazione retorica. Sono quello che rimane quando tutto il resto viene tolto: l’appartenenza come fondamento, non come convenienza.

In questi anni, pochissimi hanno avuto il coraggio di stargli vicino quando farlo non era conveniente. Questo ci dice qualcosa su di lui, ma anche su di noi.


La diretta: 9 aprile alle 21:00 su Facebook

UNARMA e il Colonnello Salvino Paternò scelgono di non restare in silenzio. Il caso Cagnazzo apre domande più grandi: cosa significa essere Carabiniere oggi? 

Il Segretario Generale Regionale Toscana Costantino Fiori dialogherà con il Colonnello Salvino Paternò. Si parlerà di verità, di identità professionale, di giustizia e del costo umano di portare una divisa.

La diretta sarà trasmessa giovedì 9 aprile 2026 alle ore 21:00 sulla pagina Facebook di UNARMA Associazione Sindacale Carabinieri e successivamente sul canale YouTube di Unarma Toscana