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Questa notte ho letto un libro tutto d’un fiato; il suo titolo è Ti cercherò nei raggi di sole Il ricordo di Bea…la luce che non si spegne” e vi si racconta la storia di Beatrice: una giovane ragazza di ventiquattro anni in uniforme, solare, piena di vitalità e di delicatezza come il tepore che emana l’arcobaleno che tanto amava. 

Ho avuto la possibilità di accostarmi a questa storia, il racconto di una vita reale e strappata, grazie a Davide, suo zio, che, dal tragico incidente, cammina convivendo con un dolore che si è trasformato in voce.

Ho avuto il privilegio di ascoltare le parole di questo grande uomo prima che si facessero carta, grazie a UNARMA. L’associazione sindacale mi ha permesso, infatti, di percorrere un pezzo di strada con lui.

Vi è un passaggio del libro che si è impresso nella mia mente. Si racconta come la tragica notizia sia stata appresa dalla moglie di Davide: la zia di Beatrice corre fuori dalla porta di casa, sta piangendo lacrime dense, ininterrotte finché il suo sguardo si alza al cielo. Beatrice è lì, in un doppio arcobaleno che sta ‘squarciando’ il cielo sopra il capo della sua amata zia, per darle il suo ultimo saluto. 

Seppure avessimo dovuto imparare una lezione già prima di questo drammatico evento, la storia di Beatrice ci insegna molto, una ragazza che avrebbe potuto essere la figlia di tutti noi: la mia e la tua.

Un grazie sentito dal profondo del cuore va alla famiglia che, nonostante il dolore abbattutosi su ognuno dei suoi componenti, ha scelto di non rimanere in silenzio; non ha accettato di fare silenzio.

E’ proprio per questa ragione che Beatrice continua a essere luce.

Costantino